Il Regolamento del Comune per l’alienazione del patrimonio comunale prevede che l’alienazione possa avvenire a trattativa privata diretta soltanto se prima l’atto sia stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale, anche se già previsto nel Programma delle vendite. Esso deve essere specificatamente motivato sulla base delle necessità o interessi pubblici coinvolti e per i quali è sconsigliabile per ragioni oggettive l’utilizzo di procedure aperte.
Siccome una tale decisione deve essere discussa dal Consiglio comunale, essa può essere analizzata in modo approfondito anche in merito alla veste giuridica del potenziale acquirente, come espressamente stabilito dal Regolamento, e dunque in questo modo si scongiura ogni eventuale effetto distorsivo.
Perciò, il Regolamento risulta già idoneo a superare i rilievi evidenziati dalla interrogazione presentata in merito dal Gruppo consigliare del Movimento 5 stelle e che riguardano le criticità evidenziate dall’Antitrust correlate al mero “nomen” dei potenziali acquirenti o alla loro veste giuridica, cui il Sindaco ha risposto nei termini di cui sopra.
Siccome una tale decisione deve essere discussa dal Consiglio comunale, essa può essere analizzata in modo approfondito anche in merito alla veste giuridica del potenziale acquirente, come espressamente stabilito dal Regolamento, e dunque in questo modo si scongiura ogni eventuale effetto distorsivo.
Perciò, il Regolamento risulta già idoneo a superare i rilievi evidenziati dalla interrogazione presentata in merito dal Gruppo consigliare del Movimento 5 stelle e che riguardano le criticità evidenziate dall’Antitrust correlate al mero “nomen” dei potenziali acquirenti o alla loro veste giuridica, cui il Sindaco ha risposto nei termini di cui sopra.